Il Parco del Fuenti: la fenice che risorge dalle sue ceneri
08 Jul

Il Parco del Fuenti: la fenice che risorge dalle sue ceneri

Il Parco del Fuenti è immerso nel cuore della Costiera Amalfitana, che venne riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità ben prima che l’UNESCO vi apponesse il suo sigillo nel 1997. Con questa definizione s’indica il progetto di riqualificazione ambientale relativo all’area compresa tra Vietri sul Mare e Cetara, dove un tempo sorgeva il famigerato Hotel Fuenti. Bollato come eco-mostro e additato come uno degli esempi peggiori di deturpazione del paesaggio naturale ad opera dell’uomo, questa struttura alberghiera venne demolita nel 1999.

Il progetto del Parco del Fuenti prevede una ricostruzione del sistema a terrazze, 1185 mq di macchia mediterranea, 1700 mq di pergolato a vite, 1774 mq di agrumeto, 400 mq di percorsi e terrazze, 1342 mq di giardino e 100 mt circa di torrente che ritorna a scorrere in superficie.

Oltre alla valorizzazione della zona in questione, il Parco è stato pensato per avere anche una finalità didattica. E’ prevista infatti la messa in atto di coltivazioni come si portavano avanti in passato, con percorsi di degustazione e sponsorizzazioni della dieta mediterranea. Secondo il progetto, inoltre, il Parco può ospitare al suo interno delle mostre di ceramica, corsi di cucina, degustazione dei vini campani e pescaturismo. A completamento della struttura, dovevano sorgere un ristorante dedicato alla gastronomia tipica, un'enoteca, un centro benessere sullo stile degli antichi bagni romani, percorsi nel verde con un museo didattico e spazi dedicati alla ceramica di Vietri sul Mare e altri servizi. Il tutto con lo scopo di favorire il turismo regionale e costiero, anche al di fuori della stagione estiva.

L’approvazione del progetto è arrivata dopo un lungo iter burocratico e il permesso di costruzione è stato rilasciato nel 2006. I lavori sono partiti immediatamente dopo e nel 2009 è stato aperto lo stabilimento balneare, completo di tutte le autorizzazioni necessarie.
Nel 2010, tuttavia, la realizzazione dell’opera è stata bloccata, in quanto l’intero sito è stato posto sotto sequestro dal Tribunale di Salerno, per una presunta speculazione edilizia. Il lungo processo che ne è seguito si è concluso nel giugno 2014, con l’assoluzione degli imputati. Il parco è stato pertanto dissequestrato ed è stata annunciata la sua riapertura per il 2015.