Sforzo congiunto tra Italia, Svizzera e Germania crea la prima mano bionica col senso del tatto
08 Jan

Sforzo congiunto tra Italia, Svizzera e Germania crea la prima mano bionica col senso del tatto

Una donna italiana, Almerina Mascarello, è la prima paziente al mondo a testare la nuovissima mano bionica in grado di ripristinare il senso del tatto. Secondo il responsabile della Struttura Complessa di Neurologia del Policlinico Universitario di Roma, Paolo Maria Rossini, che ha seguito la paziente, “Abbiamo eseguito interventi chirurgici e follow-up per 5 persone dal 2009, durante la sperimentazione di questo arto, e Almerina è stata la prima donna, la prima italiana e la prima persona a indossare l’impianto per sei mesi, anche al di fuori dei nostri laboratori. È andata al ristorante, ha raccolto dei fiori e ha fatto cose normali in situazioni normali”.

Almerina ha perso l’arto sinistro in un incidente, circa 25 anni fa, e ora si dice estremamente felice della sua nuova mano bionica. Ha riferito alla BBC: “E’ quasi come se la mia mano naturale fosse tornata al suo posto”.

Nel 2014, il medesimo gruppo internazionale aveva creato la prima mano bionica “sensibile”, ma le apparecchiature sensoriali e informatiche che collegavano l’arto erano ancora troppo ingombranti per consentire al paziente di lasciare il laboratorio. Ora, la tecnologia è diventata abbastanza piccola per poter essere riposta in uno zaino, che il paziente può portare in spalla.

Il team responsabile del progetto include ingegneri, neuroscienziati, chirurghi, specialisti di elettronica ed esperti di robotica provenienti da Italia, Svizzera e Germania.

Ma come funziona il dispositivo?

La mano protesica dispone di sensori che rilevano le informazioni relative alla consistenza di un oggetto. Questi messaggi vengono inviati a un computer in uno zaino, che converte i segnali in un linguaggio comprensibile per il cervello umano. L’informazione viene poi trasmessa al cervello attraverso piccoli elettrodi impiantati nei nervi collocati nella parte superiore del braccio del paziente. Durante i test, Almerina – che era bendata – è stata in grado di riferire se l’oggetto che stava toccando fosse duro o soffice.

Secondo la stessa Almerina, la sensazione è “molto spontanea”.

Congratulazioni!