Salaparuta in Sicilia, la città ricostruita
14 Oct

Salaparuta in Sicilia, la città ricostruita

Salaparuta è un comune italiano della provincia di Trapani, in Sicilia. Si trova nella valle del fiume Belice ed è posizionato su una collina a 385 metri sopra il livello del mare. Il centro abitato in questione ha origine araba, tanto da essere stato denominato Menzil Salh (Casale della Signora). Nel XV secolo divenne feudo dei Paruta, famiglia che procedette alla rifondazione dell'area ai piedi del castello medioevale.

L’intera cittadina venne rasa al suolo nel 1968, quando si verificò il terremoto del Belice. La catastrofe naturale lasciò solo macerie e costrinse le amministrazioni locali a ricostruire tutto su un declivio, secondo un piano a trasferimento totale della popolazione. L'impianto che venne progettato e realizzato è intervallato da zone residenziali a schiera e da attrezzature pubbliche.

Il vecchio borgo è rimasto a testimoniare quella che era la vita locale, prima che si verificasse il disastroso terremoto. A causa del terremoto, sono andati perduti gli edifici storici e i monumenti che caratterizzavano Salaparuta. Ad oggi si possono ammirare solo i ruderi del Castello medievale e una pregevole statua di Santa Caterina, che è stata salvata intatta dalle macerie e che viene conservata nella ricostruita Chiesa Madre.

L’attività principale del luogo è rappresentata dall’agricoltura e una delle maggiori fonti di reddito è data dai vigneti, sparsi su tutto il territorio del comune. Gli abitanti si sono talmente specializzati nella produzione del vino, da riuscire a conquistare il prestigioso riconoscimento di Salaparuta DOC, l'8 febbraio del 2006. Sono numerose le cantine sia sociali che private che producono questo vino di alta qualità, famoso e apprezzato in tutta Italia.

Oltre alla produzione vinicola, Salaparuta porta avanti anche l’olivicoltura e i campi di seminato. Secondo un’antica tradizione popolare, la polvere che viene spazzata dal pavimento delle chiese nel giorno della Domenica delle Palme scaccia la siccità: se sparsa sui campi, propizia il verificarsi delle piogge.