Migliaia di reperti rubati tornano finalmente in Italia
28 Mar

Migliaia di reperti rubati tornano finalmente in Italia

Reperti archeologici dal valore immenso, rubati in Italia qualche decade fa, stanno finalmente tornando a casa: 45 casse di oggetti, del valore di circa 9 milioni di euro, sono stati recuperati dalla polizia italiana e svizzera dopo essere stati ritrovati, nel 2014, in una storage unit nel complesso Ginevra Freeport, in Svizzera. Il container era stato affittato dal mercante d’arte Robin Sykes, caduto in disgrazia a causa del suo legame con lo smercio illegale di antichità e con diversi tombaroli italiani.

I manufatti sono stati rispediti a Roma lo scorso gennaio, con grande soddisfazione da parte del governo italiano.

Dario Franceschini, ministro della Cultura italiana, ha spiegato alla stampa che non si trattava di poche opere, ma di “quarantacinque casse contenenti decine di migliaia di reperti archeologici di straordinaria qualità” e ha definito l’operazione come “uno dei più importanti recuperi degli ultimi decenni”.

Tra i manufatti rubati sono inclusi sarcofagi etruschi dipinti e raffiguranti figure umane, un sarcofago romano, statue di marmo rappresentanti animali, pezzi di pavimento e persino pareti di un tempio, tutti databili tra il VII secolo aC e il II secolo dC. 
I capolavori vennero prelevati illegalmente da vari scavi in Italia - in Sicilia, Puglia, Campania e Calabria - negli anni Settanta e Ottanta, e poi contrabbandati al Ginevra Freeport. Lì sono rimasti per anni, sconosciuti e invisibili al mondo.

Infine, sono stati ritrovati grazie alle indagini degli investigatori italiani, dopo il sequestro di documenti incriminanti di un contrabbandiere di arte, e recuperati in sinergia con la polizia svizzera. Secondo gli investigatori, l’intenzione iniziale del trafficante d’arte era quella di restaurare le opere e di rivenderle - con falsa documentazione - a clienti in Giappone, Germania e altri Paesi.

Ora, tutti i manufatti verrano restaurati e restituiti alle regioni italiani dalle quali vennero rubati.

Nella foto: alcuni dei manufatti recuperati (fonte TheGuardian).