L’Italia alla ricerca del bollino UNESCO per le colline del suo Prosecco
30 Jan

L’Italia alla ricerca del bollino UNESCO per le colline del suo Prosecco

Il Prosecco italiano è molto più che un semplice vino: è una leggenda, una tradizione, e uno dei simboli della cultura enogastronomica italiana.

Non dovrebbe quindi sorprendere che l’Italia stia cercando di ottenere, per le colline che producono questo vino incredibilmente famoso, lo status di Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Le colline del Prosecco Superiore, casa madre del rinomato vino spumante, potrebbero riuscire ad ottenere il prestigioso “bollino” grazie a quando recentemente annunciato dallo stesso Comitato Italiano UNESCO.

Innocente Nardi, presidente del Consorzio per la Tutela del Prosecco, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di ricevere questo riconoscimento perché risponde all’arduo lavoro che gli abitanti di questa terra svolgono ogni giorno, rendendolo unico. L’approvazione dell’offerta dona nuovo valore alla bellezza della zona”. Le colline del Prosecco sono, tra l’altro, sede di una scuola di vinificazione fondata nel lontano 1876.

Il Consorzio, nel comunicato reso noto in merito alla questione, afferma: “Non stiamo parlando solamente di una bellezza da cartolina, ma di ciò che la Convenzione UNESCO identifica come paesaggio culturale, un sito che ha origine dalle attività della natura e dell’uomo”.

Il Prosecco Superiore, tra l’altro, non è esattamente il ben noto Prosecco DOC. La sua denominazione completa è Prosecco Superiore DOCG e viene prodotto esclusivamente nel territorio che circonda le città di Conegliano e Valdobbiadene, su una superficie totale di 20,000 ettari di terra. Le uve che danno vita al Prosecco Superiore sono abbastanza simili a quelle utilizzate per la produzione di Prosecco DOC, ma al contempo caratterizzate da un sapore molto particolare, che garantisce unicità al prodotto finito.

L’offerta per la candidatura UNESCO è stata approvata all’unanimità dal Comitato Nazionale UNESCO la scorsa settimana, eppure ciò non significa che lo status di Patrimonio dell’Umanità sia già cosa fatta: in effetti, il processo è lungo e tortuoso, e potrebbe impiegare anni.

Nel frattempo, nelle terre del Prosecco Superiore, l’antica arte della vinificazione all’italiana continuerà a dare vita a uno dei vini più apprezzati del mondo.