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Buone notizie! Per gli scienziati italiani la pasta non fa ingrassare
04 Jul

Buone notizie! Per gli scienziati italiani la pasta non fa ingrassare

Gli scienziati italiani ne sono sicuri: la pasta non fa ingrassare. Non è la notizia migliore del mondo per gli amanti della pasta in tutto il mondo?

Contrariamente alle credenze popolari, il consumo di questo cibo squisito non provoca obesità nelle persone: un gruppo di ricercatori in Italia, Paese natale della pasta più squisita al mondo, hanno studiato oltre 23,000 persone sul territorio scoprendo che una dose superiore di questo cibo non è associata a un innalzamento effettivo dell’indice di massa corporea (BMI) né del rapporto vita-fianchi. 

Il team spiega che, “come componente tradizionale della dieta mediterranea, il consumo di pasta è stato associato negativamente alla BMI, alla circonferenza della vita e a quella dei fianchi con una minore prevalenza di sovrappeso e obesità”. Il risultato dello studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista Nutrition & Diabetes

Ma cosa rende la pasta tanto diabolica nella mente delle persone? Forse i carboidrati che contiene. Allo stesso tempo, però, questo cibo squisito è stato anche accusato di essere calorico e poco nutritivo. Eppure l’ultimo studio italiano dimostra che queste ipotesi sono false: l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed ha preso in esame i risultati ottenuti da un gruppo di persone proveniente dalla regione Molise e li ha confrontati con quelli di un altro gruppo di persone provenienti dal resto del Paese. I due gruppi sono stati poi analizzati separatamente da INHES (Italian Nutrition & Health Survey).

“I nostri risultati mostrano una associazione negativa del consumo di pasta con l’obesità generale e centralizzata, in due popolazioni mediterranee metodologicamente e geograficamente diverse”, spiega il team di ricerca, aggiungendo che in Italia, negli ultimi decenni e nonostante il forte impegno per promuovere una dieta mediterranea, “è avvenuto un progressivo cambiamento nelle abitudini alimentari. Il consumo di pasta è diminuito, mentre il concetto di opposizione all’obesità basato su un basso consumo di carboidrati e un alto apporto di proteine ipocaloriche è aumentato. Tuttavia, è ancora aperto il dibattito delle diete ipocaloriche e iperproteiche contro diete a carboidrati standard e basso contenuto di grassi, nella gestione del peso corporeo e della salute umana (specie nella funzionalità dei reni e nel benessere osseo). Al contrario, la dieta mediterranea, in base alle evidenze epidemiologiche e cliniche, ha un ruolo protettivo per prevenire sovrappeso e obesità, oltre che importanti benefici per il controllo di malattie croniche e correlate”.