Nuova, spettacolare eruzione del vulcano Etna in Sicilia
13 Mar

Nuova, spettacolare eruzione del vulcano Etna in Sicilia

L’Etna, il vulcano più attivo d’Europa, ha deciso di svegliarsi per un attimo e di sbadigliare sonoramente qualche giorno fa, dopo un 2016 relativamente calmo. Il 27 febbraio scorso, si è verificata infatti un’eruzione verso le sei del pomeriggio a partire dal cratere a sud-est, relativamente nuovo (si è formato nel 1978). Il risultato? Il cielo siciliano si è illuminato a giorno, con spettacolari fontane di lava e lapilli di un arancione incandescente.

Nel tipico stile dell’Etna, il flusso di lava è stato accompagnato anche da eruzioni stromboliane – esplosioni relativamente miti che prendono il nome da un altro vulcano italiano, lo Stromboli, eponimo per questo tipo di emissioni. Le eruzioni stromboliane sono fondamentalmente composte da cenere incandescente, lapilli e bombe di lava lanciate ad altitudini di poche centinaia di metri. Le eruzioni sono di volume piccolo e medio, relativamente pacifiche e solo sporadicamente violente.

Lo spettacolo dalla breve veglia dell’Etna è stato meraviglioso: il “borbottio esplosivo” è stato molto probabilmente causato dalla formazione di bolle di gas che emergevano dalla lava, raggiungendo un’altezza di centinaia di metri.

I fuochi d’artificio naturali dell’Etna sono continuati, in modo intermittente, anche nei giorni a seguire e sono stati osservati sino allo scorso 4 marzo.

Gli sporadici brontolii del vulcano siciliano sono chiamati parossismi, a seguito di uno studio del 2012 sulle sue frequenti, seppur brevi, piccole eruzioni. Va però specificato che l’Etna non era davvero arrabbiato, sebbene i suoi piccoli sfoghi sputino abbastanza lava ogni anno da riempire fino all’orlo la celebre Willis Tower di Chicago.

I cittadini di Catania, una delle più importanti città siciliane localizzate nelle vicinanze, sono relativamente abituati alle sfuriate del vulcano e, come al solito, non sono stati registrati danni né interruzioni del traffico aereo sulla zona. Speriamo che l’Etna e la sua gente continuino sempre ad andare d’accordo.