L’Italia alla ricerca internazionale di un nuovo direttore per il Colosseo
16 Jan

L’Italia alla ricerca internazionale di un nuovo direttore per il Colosseo

Come già affermato in alcuni dei nostri precedenti articoli, l’Italia sta facendo del suo meglio per esaltare e valorizzare la bellezza senza tempo dei suoi tantissimi monumenti e opere d’arte. Molti di essi sono attualmente sottoposti a una fase di ristrutturazione come mai sperimentato prima, e l’intento è di proporli in un modo nuovo: il Paese è consapevole del fatto che il turismo, più di ogni altra cosa, è la chiave di volta per il successo della sua economia.

Non sorprende quindi scoprire che il governo italiano ha recentemente lanciato una ricerca a livello internazionale per la posizione di nuovo direttore del Colosseo di Roma – forse il più famoso sito archeologico al mondo.

La posizione è allettante, se si considera che l’antico anfiteatro romano attira ogni anno fino a cinque milioni di visitatori. Dopo essere stata tormentata per anni da una cattiva gestione, da problemi di manutenzione e lunghe code, la bellezza del manufatto e il suo valore hanno senza dubbio bisogno di un efficace miglioramento.

Il nuovo direttore dovrà, dal canto suo, fare i conti con turisti che cercano di portarsi via pezzi del vecchio anfiteatro e che scrivono su di esso i loro nomi usando pennarelli, o che graffiano le loro iniziali sulle vecchie mura.

La posizione di nuovo direttore avrà uno stipendio annuale di circa 150,000 euro, secondo il Ministro della Cultura Dario Franceschini. Franceschini ha anche annunciato che il Colosseo farà parte di una nuova area archeologica a Roma che includerà il Palatino, dove gli imperatori romani erano soliti costruire i loro palazzi, e l’antico Foro Romano.

Il settore del patrimonio culturale è probabilmente la ricchezza principale dell’Italia, e necessità di una più ampia riorganizzazione così da mantenere il Paese nella sua posizione predominante di attrazione turistica.

Nel frattempo, altri professionisti sono già stati nominati direttori generali di svariati siti artistici italiani: James Bradburns, un curatore inglese, per la Pinacoteca di Brera – la più importante galleria d’arte di Milano, con opere di Rubens, Tiziano, Tintoretto, Caravaggio e Raffaello; Eike Schmidt, storico d’arte tedesco, per la celebre Galleria degli Uffizi a Firenze, che ospita la Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci e la Venere di Urbino di Tiziano.

Il ministro Dario Franceschini ha dichiarato che il nuovo direttore del Colosseo dovrà “dare valore alla più importante area archeologica del mondo” e avrà un maggiore controllo sulle finanze del sito, comprese le entrate derivanti dalla vendita dei biglietti. In generale, l’intenzione dell’Italia è quella di offrire ai suoi nuovi dirigenti una buona dose di autonomia nello svolgimento dei loro compiti: “Si tratta di un processo lento, che procede in tutto il Paese a velocità diverse, ma che sta portando risultati. Maggiore autonomia porta maggiori miglioramenti, sia in termini di numero di visitatori che di qualità dei servizi”.