Cosa vedere a Ponte di Legno e dintorni
29 Oct

Cosa vedere a Ponte di Legno e dintorni

Abbarbicata a 1258 metri di altezza, all’estremità della Valcamonica, Ponte di Legno è da oltre un secolo una rinomata località turistica alpina, tanto che nel lontano 1912 il Touring Club già la definiva “prima stazione italiana di turismo e sport invernali”. Situata in una posizione strategica, funge da confine naturale, tramite il Passo del Tonale, tra la Lombardia e il Trentino ed è anche il punto in cui i torrenti Narcanello e Frigidolfo si incontrano dando vita a uno dei maggiori affluenti del Po, il fiume Oglio.

Varrebbe la pena recarsi a Ponte di Legno solamente per goderne gli splendidi panorami: dal paese si può infatti ammirare per intero il gruppo del Castellaccio, costituito dall'omonimo monte, dalla cima Lagoscuro, dalla cima Payer e dalla cima Venezia, mentre salendo ai 2000 metri di Corno D'Aola, si domina il gruppo del Salimmo e il Tonale e si possono distinguere anche Vescasa, Valbione e la Conca di Pozzuoli da dove si diramano sentieri per la Bocchetta di Casola e per la Cima Salimmo.

A chi invece non si accontenta delle semplici, seppur straordinarie, vedute, Ponte di Legno offre la possibilità, attraverso gli impianti di risalita, di raggiungere alcune fra le più belle piste dell’intera Lombardia per la pratica degli sport invernali. In estate gli stessi impianti di risalita, insieme ai tanti sentieri che circondano il paese, consentono viceversa un’ampia scelta di passeggiate e inerpicate con diversi gradi di difficoltà. Non bisogna infatti dimenticare che Ponte di Legno, seppur debba la sua fama al turismo sciistico, tanto che nei mesi invernali la popolazione schizza dai circa 1700 residenti abituali a ben 25.000 abitanti, è dotata di numerose strutture anche per gli sport da praticare nei mesi più caldi, come la mountain bike e il golf.

Seppur molto piccola, Ponte di Legno ha tanto da offrire anche dal punto di vista architettonico: irrinunciabili le visite al Castello di Castelpoggio, in località Poia, costruito sui ruderi di una fortificazione longobarda del VII secolo, e a due chiese molto graziose come la Parrocchiale della SS Trinità, realizzata nel 1685 e che contiene opere della bottega dei Ramus, e la Chiesa di Sant'Apollonio, in località Plampezzo, risalente al XII secolo, con affreschi del pittore Johannes da Volpino.

Da non sottovalutare, infine, le delizie della gastronomia locale: tra una piccata di vitello al profumo di timo e un coniglio foderato di lardo, spiccano i calsù al burro fuso, una pasta ripiena di qualsivoglia delizia.